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Al casello della tangenziale

(tratto dal libro “Mò Basta” di Piero Disogra”)

Forse avete commesso l’errore di pagare l’autostrada o la tangenziale ed avete avuto l’ardire di contare il resto che il casellante vi ha consegnato.

Dovete farlo velocemente e di nascosto, per non suscitare l’ira del casellante stesso. Lui è l’unico autorizzato a contare le monetine, se lo fate voi è ovviamente una profonda mancanza di rispetto e per punizione vi dovete subire il suo sguardo cupo, ma almeno è un occasione per avere un rapporto umano con lui.

Ho domandato ad un amico che ha lavorato in un casello se le persone che lavorano ai caselli gradiscano o meno che gli automobilisti rivolgano loro un saluto, lui mi ha detto di si, ma non mi è mai capitato di sentire una risposta ogni volta che rivolgo loro un saluto.

Salutare una persona senza avere risposta è veramente stressante, ed è per questo che preferisco fermarmi a chiacchierare con la signorina della Viacard, almeno lei saluta.

Mi è anche capitato di ascoltare altri automobilisti parlare con la signorina del Viacard, e mi sono reso conto che molti utilizzano questo strumento la mattina per iniziare a scaricare un po’ di stress.

Forse in quel momento, quando la cassa automatica saluta con quel cordiale “Grazie, e guidi con prudenza”, che la maggior parte degli uomini focalizzano in quella donna un concentrato di guidatrici di Smart e raccoglitrici di zucchero e puntualmente rispondono con frasi del tipo : “Ciao Stronza!” oppure “Fatti i cazzi tuoi e vaffanculo” ed altre frasi dello stesso tipo nei vari dialetti nazionali, come se fossero risposte appartenenti ad un rituale orientale per raggiungere lo stato di grazia e di meditazione profonda, in modo da rilassarsi e riempirsi di gioia, buonumore ed autostima.

Ovviamente tutto svanisce se qualcuno inizia a suonare il clacson alle tue spalle, nel caso in cui il tuo stato di meditazione duri più di pochi secondi.

About Redazione

Piero Disogra, nasce a Napoli agli inizi degli anni 70, non ha conseguito una laurea in Lettere e Filosofie presso l'Università Federico Secondo e successivamente non ha conseguito una laurea in Scienze Politiche presso l'Università Bocconi di Milano. Al momento non collabora con il New York Times nè con SKY TG24.

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